C’è un motivo se si torna nei posti del cuore. Per qualcuno è il ricordo, per altri l’atmosfera. Per chi ama la buona tavola, è la certezza di ritrovare qualità, accoglienza e quel pizzico di magia che rende ogni esperienza gastronomica unica.

A Tivoli, a pochi chilometri da Roma, c’è un luogo che incarna perfettamente tutto questo: l’Osteria La Briciola. Un indirizzo che è diventato molto più di un ristorante. È un rifugio per chi cerca il piacere del gusto, ma anche la leggerezza del convivio. Qui la cucina è puro divertimento, un gioco serio fatto con ingredienti di qualità, passione e una buona dose di curiosità.

A guidare la brigata e l’anima del locale c’è Enrico Magnanti, oste appassionato, curioso, instancabile ricercatore di sapori e vini che raccontano storie. E proprio la voglia di condividere eccellenze autentiche ha dato vita a una serata speciale, in collaborazione con una cantina che da anni è simbolo del meglio dei Colli Orientali del Friuli: La Viarte.

Line up dei vini in degustazione

A presentare l’azienda e i suoi vini, Stefania Pace, Responsabile Commerciale Italia per La Viarte, che ha guidato gli ospiti in un percorso di degustazione tra calici e racconti, svelando la filosofia produttiva di una cantina che coniuga rispetto per il territorio, identità varietale e grande bevibilità.

La serata si è aperta con un aperitivo fresco e goloso: millefoglie di prosciutto e melone, abbinata a Linde Rosé IGT Trevenezie, ottenuto da Schioppettino, fragrante e profumato, perfetto per dare il via all’esperienza.

La prima portata è stata un piccolo gioiello di equilibrio: gnocchetto di patate con pesto di zucchine, menta e parmigiano, accompagnato da Eufem Ribolla Gialla DOC. Un abbinamento giocato su freschezza e aromaticità, capace di mettere in luce la finezza del vitigno friulano. Questa bottiglia è una novità per l’etichetta che è stata realizzata da un artista e ogni anno cambierà come oggetto di collezione. L’etichetta tra di quest’anno rappresenta l’organo femminile in modo divertente e gioioso, proprio a testimoniare a femminilità che caratterizza l’azienda, essendo composta per la quasi totalità da donne.

Il secondo piatto ha portato in tavola l’essenza della cucina dell’Osteria: parmigiana nella melanzana con fiore di zucca ripieno di crema di ricotta, accostata a una sorprendente Malvasia Istriana DOC, intensa, morbida e sapida, con una personalità che ha saputo reggere e valorizzare la complessità della preparazione. La Malvasia Istriana è un vitigno autoctono semi aromatico a bacca bianca che da luogo a un vino fresco, sapido con una discreta morbidezza e di grande complessità.

Per il dessert, una Tartella con mousse alla crema inglese e fragole, in abbinamento con il dolce e avvolgente Siùm Passito DOC, che ha chiuso in bellezza il percorso tra morbidezza e fresche note fruttate. Siùm in friulano significa sogno, e il messaggio è che Siùm permette di concludere un percorso gustativo proprio con un sogno, quello di un vino con una dolcezza bilanciata, non stucchevole, fresco … È composto con 50%da uve Picolit e 50% da Verduzzo Friulano. Il Picolìt in particolare è un uva rara e difficile da allevare perché è il risultato di un “aborto floreale”. Detto così può risultare un’espressione poco gradevole, eppure si tratta proprio della difficoltà di impollinazione e soltanto una media del 50% dei cicchi, arriveranno a maturazione.

A concludere la serata, come gesto d’affetto della casa, le piccole dolcezze preparate dallo Chef: piccoli pasticcini, un “saluto della Briciola” che ha lasciato il segno e il sorriso.

La Viarte e La Briciola, in fondo, parlano la stessa lingua: quella dell’accoglienza, della qualità, della voglia di condividere. Insieme hanno regalato agli ospiti una serata fatta di armonie, scoperte e convivialità vera. Perché il vino non è solo da bere, e il cibo non è solo da mangiare: quando si incontrano nel contesto giusto, diventano memoria, emozione e cultura.

La Viarte: il respiro del Friuli nei Colli Orientali

Nel cuore dei Colli Orientali del Friuli, tra boschi incontaminati, terrazzamenti di vigna e antichi muretti a secco, si trova La Viarte, una delle realtà vitivinicole più autentiche e ispirate del panorama friulano. Il suo nome – La Viarte, ovvero “la via dell’arte” in friulano – è già una dichiarazione d’intenti: qui il vino non è solo prodotto, ma pensato, sentito, coltivato come una forma di espressione culturale.

Fondata negli anni Settanta e oggi di proprietà della famiglia Polegato con Giorgia, Luana e Riccardo, La Viarte si estende su circa 100 ettari nel comune di Prepotto, a pochi chilometri dal confine con la Slovenia, di cui 23 coltivati a vite. Il resto è bosco: una riserva naturale che protegge la biodiversità e contribuisce a mantenere intatto l’equilibrio ecosistemico. Una scelta di gestione consapevole, che guarda alla sostenibilità come valore guida.

I vigneti si trovano tra i 150 e i 300 metri di altitudine, su pendii ben esposti e ventilati. I suoli sono ricchi di marne e arenarie, le celebri ponche friulane, capaci di trattenere l’acqua nei periodi siccitosi e di rilasciare lentamente nutrienti alle piante. L’influenza delle Alpi Giulie a nord e della brezza adriatica a sud crea un microclima ideale per una viticoltura di precisione, attenta ai ritmi della natura e alle esigenze del singolo vigneto.

“RIDEFINIRE IL CONCETTO DEL VINO È IL NOSTRO MODO DI CELEBRARE QUESTA TERRA E I SUOI FRUTTI.”

La Viarte è custode di un importante patrimonio di varietà locali: Friulano, Ribolla Gialla, Schioppettino di Prepotto, Refosco dal Peduncolo Rosso, Pignolo, accanto a interpretazioni misurate di Pinot Grigio, Sauvignon Blanc, Merlot e Cabernet Franc con ben 22 referenze di altissima qualità e una produzione annua di 160.000 bottiglie.

La filosofia di vinificazione privilegia fermentazioni spontanee, uso contenuto di legno, lavorazioni poco invasive e lunghi affinamenti, soprattutto per i rossi. Ogni etichetta riflette l’identità del vitigno, del suolo e dell’annata, con una coerenza stilistica che coniuga eleganza, finezza aromatica e longevità.

Per chi ama i veri racconti enogastronomici, La Briciola è una tappa obbligata. E quando incontri vini come quelli de La Viarte nel contesto giusto, non è solo una cena: è un piccolo viaggio dentro l’anima del gusto.