Ci sono notizie che non restano semplici fatti di cronaca, ma diventano emozioni collettive.
L’ingresso della cucina italiana nella lista dei Patrimoni culturali immateriali dell’UNESCO è una di queste. Una conquista che parla di noi, della nostra storia, delle nostre tavole e di quel legame indissolubile tra cibo, territorio e identità che tutto il mondo ci invidia.
Per chi si occupa di vino, come per chi vive ogni giorno la filiera agroalimentare, questo riconoscimento è un ulteriore tassello che porta ancora più in alto il nostro sistema-Paese, rafforzando la reputazione internazionale del made in Italy e la credibilità delle nostre produzioni d’eccellenza.
Riprendo e condivido con entusiasmo il comunicato ufficiale di Veronafiere, perché racconta con precisione il valore di questo traguardo e il ruolo delle istituzioni che lo hanno reso possibile.
Il Comunicato Ufficiale di Veronafiere
Verona, 10 dicembre 2025 – Veronafiere celebra l’ingresso della cucina italiana nella lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’umanità, dopo la decisione del Comitato riunito a New Delhi.

Una candidatura nata nel 2023, con un brindisi al Vinitaly che si è trasformato oggi in un riconoscimento UNESCO: il traguardo di un percorso sostenuto e annunciato dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme al Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e al Sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, proprio tra i padiglioni della più importante manifestazione del vino italiano.
«Come Veronafiere vogliamo congratularci per questo risultato con tutto il sistema-Italia. Si tratta di un riconoscimento che dà ancora più valore alla straordinaria ricchezza enogastronomica del nostro Paese e dà forza alle imprese del vino, del food, dell’olio extravergine di oliva e della ristorazione» dichiara Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, presente oggi a New Delhi per una nuova tappa delle preview di Vinitaly nel mondo.
«Da New Delhi, con Vinitaly, vediamo quanto il vino italiano e la nostra cucina siano un riferimento per operatori e consumatori – prosegue Bricolo – e Veronafiere continuerà a fare la propria parte con la sua rete di manifestazioni che comprende Vinitaly, Vinitaly and the City, Vinitaly Tourism, SOL Expo e Fieragricola: piattaforme che accompagnano sui mercati internazionali le aziende nella promozione delle produzioni italiane e dei valori legati alla qualità, salute e sostenibilità».
Un riconoscimento che parla anche di futuro

L’UNESCO non premia soltanto un patrimonio gastronomico: premia una cultura millenaria fatta di gesti, tecniche, convivialità e saper fare.
Premia la capacità dell’Italia di trasformare ingredienti semplici in creazioni straordinarie, di raccontare territori attraverso un piatto, di valorizzare biodiversità, tradizioni e una filiera che non ha eguali al mondo.
E premia anche il vino, compagno naturale della cucina italiana, ambasciatore di territori e tradizioni, protagonista di un sistema economico che oggi ha una nuova spinta per crescere, comunicare e consolidarsi nei mercati internazionali.
Un brindisi che diventa simbolo
Quello nato simbolicamente a Vinitaly nel 2023 oggi diventa un brindisi che tocca ogni regione, ogni trattoria, ogni ristorante stellato, ogni cucina domestica.
È un brindisi che celebra il nostro modo di stare a tavola, la nostra socialità, la nostra cultura materiale e immateriale.
Un brindisi che fa il giro del mondo, portando con sé il valore, la bellezza e l’identità dell’Italia.






