Firenze, febbraio. L’aria è tersa, di quelle che sembrano sospendere il tempo sopra i tetti rinascimentali. Entrare a PrimAnteprima significa attraversare una soglia simbolica: non solo l’inizio della Settimana delle Anteprime, ma l’apertura di una visione. Una Toscana che non si limita a raccontare il vino, ma lo proietta nel futuro.

Ho partecipato alla giornata inaugurale con la curiosità di chi vuole capire dove sta andando uno dei territori più identitari del mondo del vino. Ne sono uscito con una sensazione precisa: qui non si naviga a vista, si traccia la rotta.

Desidero ringraziare la Regione Toscana per l’invito e per aver costruito un momento di confronto autentico, capace di tenere insieme numeri, analisi e visione strategica.

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Eugenio Giano – Presidente Regione Toscana

Il valore della misura

Il primo messaggio che emerge è quasi controintuitivo in un’epoca che corre veloce: la Toscana sceglie la misura.

2,2 milioni di ettolitri previsti per il 2025 non sono un segnale di rallentamento, ma di consapevolezza. Dopo le rese importanti del 2024, il sistema sceglie di contenere per proteggere il valore. È una dichiarazione di maturità.

Dietro quel numero ci sono 12.324 aziende, oltre 60.000 ettari vitati, un tessuto produttivo che ha fatto della qualità la propria identità: il 97% dei vigneti è a DOP, il 90% del vino è certificato. Non è solo burocrazia, è cultura del controllo e del posizionamento.

Il Sangiovese resta il cuore pulsante, ma ciò che colpisce è la pluralità dei paesaggi: colline storiche, altitudini appenniniche, brezze marine. La resilienza climatica qui non è uno slogan, è una geografia.

Giovane è il vigneto, moderna la cantina

C’è un dato che racconta più di mille parole: il 55% dei vigneti ha meno di vent’anni. È una Toscana giovane, rinnovata, tecnicamente pronta. Le cantine si sono innovate grazie a investimenti mirati, sostenuti da importanti contributi pubblici.

Non si tratta di inseguire la tecnologia, ma di usarla per custodire identità e precisione. Modernità al servizio del territorio.

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Meno quantità, più identità

Nel confronto sui mercati esteri emerge una linea chiara: meglio consolidare il valore che inseguire i volumi. Anche di fronte a una lieve flessione complessiva, la strategia non cambia. Gli Stati Uniti restano un riferimento, l’Europa è solida, il Canada strategico.

Ma la vera forza è il marchio invisibile che accompagna ogni bottiglia: Toscana. Un nome che da solo pesa il 10% del valore totale delle IG italiane.

I nuovi consumatori: una scelta consapevole

Uno dei passaggi più interessanti riguarda il mercato interno. Mentre il vino generico arretra, le DOP toscane tengono. E soprattutto parlano ai 35-45enni, che comprano meno in quantità ma spendono di più.

È il segno di un cambiamento culturale: si beve meno, ma meglio. Si cerca coerenza, territorio, autenticità.

Verde come visione

Con oltre 23.000 ettari a biologico, pari al 38% della superficie regionale, la Toscana non cavalca la sostenibilità: la struttura. È un primato che dialoga con i mercati del Nord Europa e del Nord America, ma prima ancora con una responsabilità ambientale che qui appare strutturale, non decorativa.

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Massimo Manetti – Presidente Camera di COmmercio Firenze

Il vino come esperienza

E poi c’è l’enoturismo. Nel 2024 la regione ha registrato 15 milioni di arrivi e oltre 46 milioni di presenze. Numeri importanti, ma ciò che conta è la qualità dell’esperienza.

L’accoglienza rurale diffusa, le oltre 6.000 aziende agrituristiche, le esperienze in cantina che vanno oltre la degustazione: trekking tra i filari, arte contemporanea, vendemmie condivise. Il vino diventa relazione.

Una comunità che fa sistema

Ciò che più mi ha colpito, partecipando a questa giornata, è stata la compattezza. Istituzioni e consorzi parlano la stessa lingua. Si programmano nuovi impianti, si integrano strumenti europei, si pianifica con orizzonte 2026 e oltre.

Non c’è improvvisazione, ma una visione che tiene insieme agronomia, economia e cultura.

Uscendo da PrimAnteprima ho avuto la sensazione di aver assistito non solo alla presentazione di dati, ma alla dichiarazione di un’identità.

La Toscana del vino non rincorre il mondo: lo invita sulle proprie colline, con la calma di chi sa che il valore si costruisce nel tempo.