Roma, 2 aprile. Nella suggestiva Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano della Camera di Commercio, il Lazio accende ufficialmente i riflettori sulla sua partecipazione alla 58ª edizione di Vinitaly 2026. L’atmosfera è quella delle grandi occasioni: un comparto vitivinicolo in fermento, pronto a presentarsi a Verona con rinnovato slancio e una visione sempre più identitaria.

Chi entrerà dall’ingresso Cangrande della fiera veronese si troverà di fronte al Padiglione A della Regione Lazio. Uno spazio che, fino a pochi anni fa, passava quasi inosservato, ma che oggi rappresenta un simbolo tangibile di rinascita. Da tre anni, infatti, il padiglione ha cambiato volto: una trasformazione profonda, affidata a tecnici capaci di interpretare e restituire lo spirito della regione, con uno stile che richiama Roma e la sua centralità culturale.

Il claim scelto per il 2026 è evocativo e cinematografico: “Entra nella dolce vita: benvenuti nel Lazio”. Un invito che richiama l’epoca d’oro della capitale, quando Roma era il cuore pulsante del cinema internazionale, e che oggi diventa metafora di un territorio che vuole tornare protagonista, anche nel vino.

A raccontare questa visione sono stati l’Assessore al Bilancio, Agricoltura e Sovranità Alimentare della Regione Lazio, Giancarlo Righini, e il Presidente di ARSIAL, Massimiliano Raffa. La conferenza, moderata dal volto televisivo Massimiliano Ossini, ha messo in evidenza il lavoro sinergico tra istituzioni e operatori del settore.

Assenti per impegni istituzionali, il Ministro Francesco Lollobrigida e il Presidente della Regione Lazio hanno affidato il loro messaggio a un video, sottolineando l’ottimismo per la ripresa economica e l’impatto positivo delle riforme sul comparto vitivinicolo. Un settore che oggi registra crescita nelle vendite e nell’occupazione, confermando un trend virtuoso sia a livello nazionale che internazionale.

La mattinata si è aperta con il talk “Donne, giovani, consorzi ed enoturismo”, segno di un cambio generazionale e culturale già in atto. Tra gli interventi, quelli di Benedetta Giannini, Rossella Macchia e Isabella Carpineti, testimoni di un Lazio del vino sempre più inclusivo, dinamico e orientato all’accoglienza.

A rafforzare il legame con l’immaginario della Dolce Vita è intervenuto anche Antonio Saccone, sottolineando la collaborazione con Cinecittà e Istituto Luce. Un connubio tra vino e cinema che diventa narrazione, esperienza, identità.

Il Lazio si presenta così come un sistema integrato, in cui vino, cibo e territorio dialogano tra loro. Non a caso, al fianco di ARSIAL e Regione Lazio ci sono realtà simbolo del patrimonio agroalimentare come il Pecorino Romano e la Porchetta di Ariccia, insieme a partner come Acqua Filette e la Federazione Italiana Sommelier.

Tra i main sponsor figurano la Camera di Commercio di Roma e Blu Banca, a conferma di un progetto condiviso che guarda al futuro con ambizione.

Il momento culminante sarà la cena inaugurale dell’11 aprile, ospitata nella prestigiosa Palazzo della Gran Guardia, in Piazza Bra, di fronte alla maestosa Arena di Verona. Un appuntamento che riunirà istituzioni e produttori, aprendo ufficialmente il Vinitaly con l’auspicio di rafforzare relazioni commerciali e creare nuove opportunità di incontro con i buyer internazionali.

Il Lazio si presenta dunque a Verona con una narrazione chiara: un territorio in crescita, capace di fare squadra e di trasformare la propria identità in valore. E, proprio come nella migliore tradizione della Dolce Vita, invita il mondo a entrare e lasciarsi conquistare.

m