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Antonelli San Marco

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Antonelli San Marco

IL SAGRANTINO DI MONTEFALCO SECONDO ANTONELLI

Il mio primo sagrantino, lo ricordo benissimo, fu proprio un Antonelli.

La Antonelli San Marco è una delle più antiche aziende vinicole di Montefalco, la sua fondazione, da parte di Francesco Antonelli, risale al lontano 1881.
Proprietà della Curia Arcivescovile di Spoleto nonché residenza estiva dell’Arcivescovo della città, pochi erano gli ettari destinati alla produzione del vino, la maggior parte del terreno era volta alla produzione di olio e granaglie.

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L’arco da cui si accede alla tenuta Antonelli, divenuto simbolo della Cantina.

Quando Francesco Antonelli acquista i terreni inizia a piantare viti di varietà locali: il Trebbiano Spoletino, Sangiovese e altre varietà attualmente scomparse.
Anche il Sagrantino era già presente ma in quantità molto limitata.
Francesco stravolse tutto.
Fece costruire un edificio centrale dove le uve venivano conferite nella parte più alta e, una volta pigiate, per caduta il mosto passava ai piani inferiori dove un tempo si trovavano le vasche di cemento e botti di quercia per l’affinamento e dove oggi si trovano i locali dedicati all’ospitalità.
In controtendenza rispetto ad altre zone dell’Umbria dove il vino veniva già imbottigliato dagli anni sessanta, qui è solo a partire dagli anni settanta che si abbandona la vendita del vino sfuso quando si iniziò a capire il vero valore del Sagrantino e a comprendere che era un vino con un grande potenziale e non semplicemente un vino di pronta beva.
 


Il proprietario attuale è Filippo Antonelli.
Filippo,pur mantenendo le tradizioni di famiglia, ha introdotto molte innovazioni nell’ azienda,. Uno dei cambiamenti importanti è avvenuto negli anni novanta quando venne costruita la attuale cantina di dimensioni maggiori della precedente ma con lo stesso metodo di lavorazione, per caduta dal piano superiore. Il mosto, scendendo verso i piani inferiori, finisce in vasche in acciaio per la fermentazione a temperatura controllata. Le vasche in cemento a forma di tulipano conferiscono poi una giusta micro-ossigenazione che permette di smussare il tannino, tipico ed evidente nel Sagrantino, rendendolo più morbido ed elegante e di conseguenza più piacevole.
 

Filippo Antonelli
Filippo Antonelli



Altri recipienti presenti sono le tre tipologie di anfore in terracotta e in ceramica di Albissola destinate all’affinamento di una vigna di Trebbiano Spoletino di poco più di due ettari disposta a cerchio. Infatti essa, come la bottiglia, è chiamata “Tenuta Tonda” che attualmente è il bianco di punta della Antonelli San Marco. La prima bottiglia uscì nel 2013 e ogni anno da allora è stata una ricerca continua per capire la combianzione ottimale di anfora e di macerazione a cui sottoporre questo vino che rimane per ben sei mesi a contatto con le bucce. 
 


Passando nella bottaia troviamo recipienti di varie dimensioni, rigorosamente di quercia bianca austriaca Stockinger. La scelta non è stata casuale. Grazie a ricerche approfondite è stata trovata una grande somiglianza con la quercia umbra, di cui ormai si trovano pochi esemplari, che ha la caratteristica di cedere poche sostanze al vino, che invece si eleva grazie alla preziosa micro ossigenazione. La permanenza in legno dura dai 12 mesi del Montefalco Rosso ai 40 mesi del cru Chiusa di Pannone Montefalco Sagrantino DOCG e Molino dell’Attone Montefalco Sagrantino DOCG.
 
Il periodo della vendemmia inizia a settembre e si protrae per tutto ottobre ed è possibile assistere a tutte le fasi della lavorazione dell’uva.
Dalla vendemmia del 2009 è iniziato il processo di conversione in agricoltura biologica, che come noto dura tre anni, quindi dalla vendemmia 2012 tutte le bottiglie sono certificate biologiche come avviene anche per gli altri prodotti dell’azienda come olio e leguminose.
 
 
Attualmente la proprietà si estende su 200 ettari di cui 60 sono gli ettari vitati.
I vitigni piantati sono: il Trebbiano Spoletino, il Grechetto, il Sangiovese, il Montepulciano (che concorre per la produzione del Montefalco Rosso) e infine il vitigno più importante, il Sagrantino.
 
È in fase di realizzazione un nuovo edificio che ospiterà un locale destinato all’appassimento e una bottaia più grande di quella esistente per consentire di arrivare a una produzione di 400.000 bottiglie l’anno. 
Sarà per me un onore e un privilegio partecipare all’evento di inaugurazione.

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La degustazione

Sono stato accolto da Luca Rosati che mi ha mostrato l’azienda e parlato della storia della cantina. Dopo aver fatto un giro in cui mi sono reso conto dell’attenzione posta in ogni fase della produzione, mi ha accompagnato alla sala riservata alle degustazioni facendomi provare gran parte della linea di vini.

I vini in degustazione in occasione della visita sono stati:

  • MONTEFALCO GRECHETTO DOC 2021 – 13,5°
  • TREBIUM TREBBIANO SPOLETINO SPOLETO DOC 2020 – 13°
  • ANTEPRIMA TONDA TREBBIANO SPOLETINO DOC 2018 – 13,5° ( dalla prossima vendemmia sarà VIGNA TONDA)
  • MONTEFALCO ROSSO DOC 2019 – 14°
  • MONTEFALCO ROSSO RISERVA DOC 2018 – 14,5°
  • CONTRARIO UMBRIA ROSSO IGT 2018 – 15°
  • MONTEFALCO SAGRANTINO DOCG 2016 – 14,5°
  • MONTEFALCO SAGRANTINO DOCG 2006 – 14,5°
  • Chiusa di Pannone SAGRANTINO DI MONTEFALCO DOCG 2016 – 15°
  • MONTEFALCO SAGRANTINO PASSITO DOCG

Gli assaggi sono stati accompagnati da bruschette con Olio EVO Antonelli

https://www.antonellisanmarco.it

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