Nel cuore verde dell’Alto Lazio, tra colline che profumano di storia e distese di ulivi secolari, si è celebrata una delle manifestazioni più sentite della Tuscia: la presentazione della Guida Olio Carlo Zucchetti – La Tuscia dell’Evo 2025, andata in scena lo scorso 30 giugno a Castiglione in Teverina, nello splendido scenario del MUVIS – Museo del Vino e delle Scienze Agroalimentari.

Un evento che non è stato soltanto una premiazione, ma un vero e proprio inno all’identità agricola e gastronomica del territorio, un’occasione per riconoscere il valore dell’olio extravergine d’oliva non solo come alimento, ma come cultura, paesaggio, fatica e bellezza.

La guida che racconta la Tuscia goccia dopo goccia

Dietro questa iniziativa c’è la visione appassionata e instancabile di Carlo Zucchetti, enogastronomo e divulgatore, che da anni si fa portavoce delle eccellenze locali, accompagnato in questo percorso da Francesca Mordacchini Alfani e da un team affiatato. La guida “La Tuscia dell’Evo” raccoglie e valorizza i migliori oli del raccolto 2024, selezionati non solo per la qualità organolettica, ma anche per la coerenza con una visione sostenibile e identitaria dell’agricoltura.

Raccontare l’olio vuol dire raccontare le radici, il lavoro e l’identità della nostra terra” – ha dichiarato Zucchetti, tracciando un filo che lega produttori, territorio e consumatori consapevoli.

Un patrimonio che si fa esperienza

Castiglione in Teverina, borgo suggestivo tra Orvieto e Viterbo, è stato il palcoscenico ideale per questa celebrazione. Non solo perché immerso in una delle zone a più alta vocazione oleicola e vitivinicola della regione, ma anche perché il MUVIS, con le sue sale dedicate alla memoria contadina e alla cultura del gusto, rappresenta un simbolo perfetto di quel connubio tra storia e innovazione che oggi guida il turismo enogastronomico.

Durante la premiazione sono stati riconosciuti i produttori più virtuosi: aziende che con dedizione custodiscono cultivar autoctone come la Caninese, la Frantoio, la Leccino, e che fanno dell’olio EVO un ambasciatore del territorio. Non mancano realtà giovani e dinamiche accanto a frantoi storici, tutti uniti da un comune denominatore: l’amore per la terra.

Una cena a più mani, tra talento e gusto

Alla fine della presentazione, l’olio ha continuato a essere protagonista assoluto in una cena speciale a più mani, pensata per esaltarne ogni sfumatura. Quattro piatti, quattro storie diverse, firmate da chef della Tuscia che ne incarnano l’anima autentica.

Antonella Ferrari del ristorante La Piazzetta del Sole di Farnese ha conquistato tutti con un piatto memorabile: coscio di pollo San Bartolomeo sott’olio con insalatone e pesche. Un equilibrio perfetto tra delicatezza, succulenza e freschezza estiva. (Sublime.)

Felice Arletti de Il Calice e La Stella di Canepina ha sorpreso con il suo fieno capeninese alla canapa con ragoût di maialino, olio al fiore di finocchio e granella di Nocciola Gentile Romana D.O.P.: un piatto identitario, intenso e coinvolgente. (Ammazza come tira il fieno.)

Marco Ceccobelli dell’Agriristorante Il Casaletto di Grotte Santo Stefano ha portato in tavola un tronchetto di maiale brado Il Casaletto al finocchietto, sintesi perfetta di aromaticità e succulenza. (Intrigante assai.)

• A chiudere in dolcezza, Lorenza Bernini di Lolla Gelato (Bolsena e Viterbo) con il suo sorprendente gelato all’olio EVO della Tuscia, elegante, equilibrato, gustoso. Una prova che l’olio può attraversare tutti i registri del gusto, fino al dessert.

Anche i vini locali, selezionati con attenzione, hanno accompagnato con coerenza e armonia ogni portata, sostenendo l’alta bontà della cena e contribuendo a creare un’atmosfera da veri applausi. E così è stato.

Un invito a viaggiare con i sensi

“La Tuscia dell’Evo” non è solo una guida da consultare, ma un invito al viaggio, alla scoperta di piccoli borghi, frantoi artigianali, agriturismi autentici e panorami che parlano di una bellezza semplice e potente. È uno strumento prezioso per chi vuole conoscere davvero la Tuscia, non solo attraverso le sue strade, ma attraverso il gusto profondo dei suoi frutti.

Perché, in fondo, assaggiare un olio EVO della Tuscia significa immergersi in una storia antica, fatta di mani, stagioni e saperi tramandati. Una storia che vale la pena ascoltare, una goccia alla volta.