C’è un momento dell’anno in cui la Toscana del vino smette di essere soltanto geografia e diventa racconto corale, incontro, sguardo condiviso. Quel momento ha un nome preciso: Terre di Toscana. E ora, a pochi giorni dall’inizio della sua XVIII edizione, l’attesa si fa palpabile.

Domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026, negli spazi dell’UNA Esperienze Versilia Lido, questo appuntamento tra i più autorevoli del panorama enologico italiano tornerà a riunire il meglio della produzione regionale, offrendo una fotografia viva, stratificata e profondamente contemporanea della vitivinicoltura toscana.
Saranno 140 le cantine presenti, accuratamente selezionate: nomi storici che hanno contribuito a costruire il mito del vino toscano, accanto a realtà emergenti e vignaioli di nicchia che oggi ne stanno ridefinendo il linguaggio. Ai banchi d’assaggio si potranno degustare oltre 700 etichette, in un dialogo diretto con i produttori che è da sempre il vero cuore pulsante della manifestazione. Non solo degustazione, dunque, ma confronto, approfondimento, narrazione.



Il percorso ideale si snoderà come un viaggio attraverso l’intera regione: dalle brezze marine della costa tirrenica, Bolgheri, Bibbona, Suvereto, Riparbella, Val di Cornia, fino alle profondità eleganti di Montalcino e della Val d’Orcia. E ancora, le sfumature di Montepulciano, l’identità sfaccettata del Chianti Classico, la finezza della Rufina, la storicità di Carmignano, la verticalità di San Gimignano, fino ai territori meno battuti ma altrettanto vibranti della Lucchesia, Lunigiana, Mugello, Val di Chiana, Colline Pisane e Maremma grossetana. Un mosaico che restituisce, nel calice, tutta la complessità espressiva della Toscana.
Come da tradizione, il lunedì si vestirà di memoria e profondità: sarà infatti la giornata dedicata alle vecchie annate, con oltre 90 vini in degustazione che attraverseranno quasi quarant’anni di storia, dalla vendemmia 1982 alla 2021. Un’occasione preziosa per osservare l’evoluzione nel tempo, cogliere le sfumature della maturità e comprendere fino in fondo il potenziale di longevità dei grandi vini toscani. Qui, più che altrove, il tempo diventa ingrediente e misura.
A completare l’esperienza, una selezione di artigiani del gusto accompagnerà il pubblico con proposte gastronomiche pensate per dialogare con i vini: dalla Trattoria Peposo all’Antica Norcineria Lané, passando per Corzano e Paterno, Tomkat e Tortapistocchi. Un racconto nel racconto, dove il cibo diventa estensione naturale del territorio.
Dietro Terre di Toscana c’è il lavoro di L’Acquabuona, testata giornalistica che dal 1999 racconta con rigore e passione l’enogastronomia italiana. Ed è proprio questa matrice narrativa a rendere l’evento qualcosa di più di una semplice degustazione: un luogo dove il vino torna ad essere storia, cultura, relazione.
In un tempo che corre veloce, Terre di Toscana invita a fermarsi. Ad ascoltare. A degustare con attenzione. Perché ogni calice, qui, non è solo vino: è territorio che prende voce.







